L’Ocse – organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – prodotto un report che certifica come la situazione inerente gli antibiotici stia iniziando ad assumere toni preoccupanti, sia per un discorso di diminuzione della ricerca sia per la criticità sempre crescende riferita alla loro inefficacia.

Dal 1983 al 2012, il numero di antibiotici approvati dalla Fda è diminuito drasticamente ed inoltre ci sono sempre meno aziende farmaceutiche disposte a investire in R&D in quest’area.

Delle 18 del 1990 ne sono rimaste solo sei.

Fonte: Ocse

Per quanto riguarda le approvazioni si è passati dalle 16 del trienni ’83-87 al minimo storico di due tra il 2008 e il 2012. Significativo, però, il rimbalzo dal 2013 al 2016 con tre approvazioni in più rispetto al quadriennio precedente. Bisognerà attendere un trend continuativo per capire se la ripresa c’è davvero o è solo un fuoco di paglia. Allo stato attuale, vedendo i numeri, la discesa è drammatica. Dall’88 al 92 ci sono state 14 autorizzazioni, 10 tra il 1993 e il 1997, 7 tra il 1998 e il 2002 e cinque tra il 2003 e il 2007.

Fonte: Ocse

Il crollo globale è dovuto soprattutto a motivi economici e alla mancanza di incentivi di mercato. Mancano i ritorni per gli investimenti e ai fatturati che non soddisfano gli appetiti delle aziende. In aggiunta ci sono anche nuove sfide scientifiche e mediche verso cui stanno convergendo le grandi multinazionali. In questo senso vanno considerate anche le difficoltà nella scoperta e nella sintetizzazione di nuove terapie antibiotiche. Si pensi che solo l’1,5% degli antibiotici in fase preclinica arriva sul mercato. Vero è che ci sono sempre maggiori studi e indagini per la scoperta di nuove molecole naturali (oceani, deserti o parti animali), ma anche qui la ricerca si scontra con difficoltà logistiche (abissi, zone impervie) e gli alti costi nel recuperarle e analizzarle.

L’antibioticoresistenza

E si ritorna sempre lì, alle infezioni resistenti agli antibiotici. Risuona l’avviso dell’Oms sugli effetti potenzialmente devastanti dell’aumento dell’aggressività di questi batteri a causa di un armamentario terapeutico non all’altezza. Nel 2018 sono state 47 milioni le infezioni antibioticoresistenti di cui il 60% di natura respiratoria. Il 20% ha riguardato il gonococco (responsabile della gonorrea). Dallo schema si evidenziano quattro Paesi dell’area Ocse  in cui la situazione è seria. Messico, Giappone, Stati Uniti e Turchia. Questi due con oltre 9 milioni e mezzo di infezioni. L’Italia si attesta nella parte alta della “classifica” con circa 0,5 milioni di casi.

 

 

Fonti:        Ocse        AboutPharma,2019

Diventa pertanto fondamentale la prevenzione, sia in termini di norme igienico-comportamentali come ad esempio l’adozione di un appropriato regime alimentare, sia in termini di impiego preventivo di fitoterapici o altri prodotti di origine naturale utili a potenziare il sistema immunitario ed evitare quindi l’ammalamento.

Antibiotici : sempre più inefficaci e sempre meno ricerca

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