Blog

Anche i farmaci non antibiotici tra le cause di antibiotico-resistenza.

Non sono solo gli antibiotici a indurre lo sviluppo di antibiotico-resistenza. Secondo una ricerca pubblicata di recente su Nature, infatti, tra le cause dell’antibiotico-resistenza ci sarebbero anche altre classi di farmaci che possono influenzare la risposta dei batteri. Lisa Maier ricercatrice presso l’European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg e autrice della ricerca, e il suo team di ricerca hanno coltivato 40 fra i ceppi più comuni di batteri anaerobi che vivono nell’intestino umano. Li hanno poi esposti a centinaia di farmaci utilizzati per diverse indicazioni, con concentrazioni simili a quelle che potrebbero giungere nell’intestino umano. Ne è emerso che i batteri intestinali possono diventare resistenti agli antibiotici anche inseguito all’esposizione ad altri classi di farmaci, progettati per agire sulle cellule umane piuttosto che su quelle microbiche.

Lo studio

Tra i medicinali utilizzati nello studio, 156 erano antibatterici (144 antibiotici e 12 antisettici). Mentre altri 835 erano farmaci non rivolti a danneggiare i batteri, come antidolorifici, antiipertensivi (calcio-antagonisti), inibitori della pompa protonica (omeprazolo), antistaminici e antipsicotici. Eppure quasi un quarto (203) ha avuto un effetto sui batteri. I ricercatori hanno notato anche che i ceppi di batteri più resistenti ai farmaci non destinati a loro erano anche quelli più resistenti agli antibiotici. Osservazione che fa supporre che i batteri usino mezzi simili per difendersi da entrambi i tipi di medicinali.

l’Escherichia coli

Per verificare l’ipotesi Maier e il suo gruppo di ricerca hanno preso in esame un batterio intestinale comune, l’Escherichia coli. L’E. coli infatti trasporta un gene di resistenza agli antibiotici chiamato tolC ,    il quale permette di produrre una proteina che funziona come una pompa di espulsione di antibiotici. I ricercatori hanno scoperto che i batteri portatori di tolC erano resistenti agli effetti di entrambi i farmaci antibiotici e non antibiotici, e che E. coli progettato per non esprimere tolC diventava suscettibile di entrambi.

Meccanismi simili per farmaci diversi

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che i batteri spesso usano meccanismi simili per eludere l’effetto di tutte le classi di farmaci. Sistema che può essere spiegato con l’abitudine dei batteri di scambiare il Dna non solo con i conspecifici ma anche con altri tipi di batterio. Ciò significa che i batteri intestinali delle persone che per esempio, consumano antidolorifici o inibitori della pompa protonica potrebbero sviluppare resistenza verso questi farmaci che poi trasmettono a un agente patogeno che infetta il corpo in seguito.

 

Occorre pertanto grande cautela ed attenzione quando si utilizza un antibiotico, rispettando attentamente la prescrizione e la conseguente metodica e tempistica di assunzione evitando i sempre più pericolosi fai da te.

 

Fonte : AboutPharma