Blog

Fibromialgia: il percorso di guarigione non è breve

La fibromialgia è un disturbo caratterizzato da una sintomatologia dolorosa cronica che colpisce i muscoli e le giunzioni muscolo-tendinee dove cioè i muscoli e i tendini si inseriscono nelle ossa.
Questi punti, detti tender points, se premuti, provocano nel soggetto un dolore molto più vivo rispetto al normale alterandone così la percezione; in questi soggetti, il solo sfioramento cutaneo o toccamento di un muscolo genera dolore.
L’iperalgesia ( dolore spropositato rispetto allo stimolo ) e allodinia ( dolore per uno stimolo innocuo ) sono tipiche ed indicative di un disturbo della percezione del dolore. A questo proposito, sono stati effettuati degli studi sperimentali di risonanza magnetica funzionale in cui si osserva come, in queste persone, si instauri in realtà proprio un’alterata percezione del dolore nei centri cerebrali di elaborazione dello stimolo doloroso.

Le cause della malattia non sono note anche se sono state fatte diverse ipotesi, sia sui meccanismi centrali di percezione del dolore, che sui neuromediatori e sul sonno.
L’assetto psichico, la tendenza del paziente a incamerare lo stress e il non riuscire a gestirlo, possono contribuire nello scatenare ed accentuare i disturbi.

La malattia è molto più frequente nelle donne soprattutto in quelle giovani, quindi dalla post adolescenza alle giovani adulte.
Gli uomini, quando colpiti, sono i soggetti più difficili.

Il soggetto fibromialgico è un paziente che vive male il quotidiano perché si alza già dolorante, dorme male durante la notte, è stanco già a inizio giornata e questa stanchezza è già accentuata rispetto a quello che fa durante la giornata.
Il muscolo del soggetto fibromialgico è sempre in uno stato di contrattura più marcato rispetto al normale e, soprattutto, durante la notte in cui le fasi del sonno sono discontinue, manca la fase di rilassamento muscolare completo.

Chi soffre di fibromialgia andrebbe educato a comprendere qual è il proprio disturbo. La fibromialgia è un disturbo funzionale, molto impegnativo per il quotidiano ma occorre rassicurare la persona e renderla confidente con la propria condizione.
In questi casi, non esiste un farmaco specifico che possa risolvere definitivamente il problema, anzi, è necessario lavorare molto su più aspetti: decontrazione del muscolo e gestione dello stress trattando parallelamente sia attraverso la via farmacologica sia attraverso quella fisiokinesiologica.
Anche un supporto psicologico è utile e consigliato nella cura di questa patologia, soprattutto se un disturbo di tipo ansioso-depressivo o altri specifici disturbi psichici sono presenti e rilevanti, ma anche per la gestione delle condizioni stressanti che sostengono la malattia e contemporaneamente la peggiorano e che hanno reso questa patologia estremamente frequente.

Al momento, purtroppo, “non esistono né esami strumentali né esami di laboratorio in grado di fornire una diagnosi certa: solamente la valutazione del soggetto attraverso l’esclusione di differenti problematiche che possono mimare la fibromialgia, l’individuazione dei tender points ( almeno 11 su 18 ) e dei relativi sintomi di accompagnamento quali astenia, disturbi del sonno, sindrome del colon irritabile, bruxismo, etc, può consentire la definizione di un quadro obiettivo e definito che parte fondamentalmente dall’assunto che al momento, il percorso che porta alla guarigione è ancora lungo.

A prescindere dalle terapie allopatiche per il dolore neuropatico quali ad esempio Gabapentin o Pregabalin, si possono utilizzare gli integratori a base di curcumina per il loro effetto antinfiammatorio, il magnesio per la sua funzione decontratturante e miorilassante, gli omega 3 per la loro attività antintinfiammatoria/antiossidante sistemica oltre alla vitamina D per la sua attività epigenetica e di modulazione del sistema immunitario.
Nei casi particolarmente complessi, dove vengono utilizzati gli antidepressivi quali ad esempio gli SSRI, si può scegliere come alternativa l‘iperico o l’estratto di zafferano, capaci anch’essi di svolgere azione terapeutica nei confronti delle forme depressive o ansioso-depressive: il tutto sempre sotto il controllo di un medico o comunque di un professionista della salute qualificato.

 

Fonte:                     Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, 2017                          XagenaSalute,2017