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Relatore seminario del 15-11-2017 : “Intestino, il nostro secondo cervello”

Da sempre, la Medicina evolve grazie alle nuove conoscenze.
Si è via via fatta strada l’idea, oggi consolidata da dati oggettivi, che esista concretamente un asse intestino-cervello con relativi dati che portano ad evidenze di come una disbiosi intestinale rappresenti un importante fattore neuroinfiammatorio predisponente la depressione, l’autismo e le malattie neurodegenerative.
Il microbiota intestinale, oggi, rappresenta quindi uno dei fattori ambientali a maggiore impatto sui processi di programmazione evolutiva, soprattutto in termini di influenza sull’apparato cardiovascolare e sui processi metabolici ma anche sul sistema nervoso centrale.
E’ ben noto da tempo che microrganismi patogeni siano in grado di indurre sintomi depressivi e disordini psichiatrici.
Scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, instabilità comportamentali e depressione possono scaturire dall’instaurarsi di uno stato di disbiosi intestinale in seguito alla produzione di citochine pro-infiammatorie in grado di determinare importanti modificazioni del metabolismo di specifici neurotrasmettitori.
Recenti evidenze scientifiche dimostrano gli effetti benefici di un enteroma sano in diverse condizioni patologiche tra le quali appunto ansia, depressione, autismo e malattie neurodegenerative.
Alla luce di queste osservazioni è stato coniato recentemente il termine “psicobiotico” che definisce un organismo vivo che, se ingerito in adeguate quantità, induce effetti benefici sulla salute mentale dei pazienti affetti da malattia psichiatrica.
Il seminario si focalizzerà sull’approfondimento della conoscenza delle nuove evidenze sull’asse intestino-cervello e sul razionale d’impiego di specifici ceppi batterici probiotici e prodotti enzimatici come integrazione ai trattamenti convenzionali.
Dopo la Naturopatia, finalmente anche il mondo della “medicina ufficiale” sta avvalorando la logica e la filosofia Naturopatica, ovvero che l’intestino attraverso la propria alterata funzionalità può alterare in negativo il corretto funzionamento delle funzioni fisiolgiche: da qui la necessità strategicamente fondamentale, prima di iniziare qualsiasi terapia inerente qualsivoglia patologia, di ristabilire la funzionalità intestinale attraverso il riequilibrio della flora batterica e prim’ancora del riassetto enzimatico, sia in termini preventivi che di trattamento per malattie conclamate.