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I rimedi naturali non fanno male? Non è così ! Un’evidenza ? Il caso riso rosso fermentato

risorosso

 

I rimedi naturali e gli integratori sono strumenti nel mio lavoro di tutti i giorni, ma occorre formare l’opinione pubblica e la coscienza del cittadino su questi prodotti !

Spesso ho modo di ascoltare affermazioni del tipo   “tanto è naturale, al limite non fa niente” !

Quotidianamente sento persone che ritenendo di essere depositarie di competenze medico-clinico-farmacologiche, pur non avendone alcuna, pontificano e dispensano fitoterapici ed integratori senza conoscere il ben che minimo principio di farmaco-dinamica, farmaco-cinetica, tossicità o le potenziali interazioni !

Si parla di rimedi naturali e integratori…..qual’è il nesso con farmaco-dinamica, farmaco-cinetica, tossicità e inerazioni ?

Il nesso esiste ed è assolutamente pertinente, in quanto rimedi naturali ed integratori in genere si comportano come un farmaco nel momento in cui entrano nell’organismo.

Per di più, un altro dato di fatto basato sulle evidenze dimostra come più del 20% dei farmaci prodotti dalle case farmaceutiche  in commercio oggi nel mondo è derivato dalle piante…….un esempio ? la digitale (digitalis purpurea) utilizzata in pazienti cardiopatici con aritmie, bradicardia, crisi anginose, dispnea, asma cardiaca, insufficienza ventricolare sinistra o scompenso globale con edemi e oliguria. E’ un farmaco salva-vita, ma la pianta dalla quale è derivato è estremamente tossica e potenzialmente letale se non titolata e dosata correttamente.

Un grosso problema risulta pertanto la carenza o peggio ancora la mancanza di competenze in chi suggerisce rimedi naturali e integratori senza sapere quali potenziali danni possono creare in una fascia di popolazione potenzialmente molto ampia, già affetta da pluri patologie a varie stadiazioni ed in politerapia farmacologica.

L’ultima evidenza del fatto che il rimedio naturale non sia del tutto innoquo in termini di potenziali effetti collaterali riguarda il riso rosso fermentato, integratore utilizzato nell’ipercolesterolemia.

Il riso rosso fermentato contiene Monacolina K, una molecola con una struttura chimica identica alla Lovastatina, una statina di sintesi. Le statine sono un gold standard nel trattamento delle ipercolesterolemie e quando non tollerate, si ricorre all’uso del riso rosso fermentato che comunque viene sempre più utilizzato come prima forma di trattamento passando alle statine di sintesi in caso di maggiori necessità terapeutiche.

Uno studio effettuato da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità ( ISS ), ha approfondito il profilo di rischio del riso rosso fermentato attraverso le segnalazioni spontanee di sospette reazioni avverse pervenute al sistema di fitosorveglianza coordinato dall’ISS.

Da aprile 2002 a settembre 2015 su un totale di 1261 segnalazioni, 55 hanno riguardato integratori a base di riso rosso fermentato.
Reazioni riportate

  • mialgia                                          19 casi
  • reazioni gastrointestinali      12 casi
  • danni epatici                               10 casi
  • reazioni cutanee                         9  casi
  • altri tipi di reazioni                   5  casi

L’età media dei pazienti era di 64 anni, il 70% erano donne; in 13 casi la reazione ha richiesto il ricovero ospedaliero. Secondo i ricercatori è auspicabile che si continui a monitorare la sicurezza degli integratori alimentari e, più in generale, dei prodotti definiti come naturali, al fine di definire il loro profilo di rischio, così da aumentare le conoscenze degli operatori sanitari e dei consumatori. Lo studio è stato pubblicato sul British Journal of Clinical Pharmacology.

La motivazione per la quale il riso rosso fermentato definito anche statina naturale può indurre questi effetti collaterali sta nel suo meccanismo d’azione esattamente speculare a quello delle statine, ovvero l’inibizione dell’ HMG-CoA (idrossimetilglutaril-coenzimaA-reduttasi)

 

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Il riso rosso fermentato è un ottimo rimedio molto efficace e generalmente molto ben tollerato ma,  il suo impiego al fine di ridurre il colesterolo elevato, va considerato e ponderato funzionalmente al proprio stato di salute, alla propria età, all’eventuale presenza di altre malattie, ai trattamenti farmacologici già in essere ed all’eventuale assunzione di altri integratori.

Il suggerimento pertanto è quello di rivolgersi sempre a professionisti preparati che siano in grado realmente di tutelare il vostro stato di salute e di benessere.