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Il potere curativo della Curcuma

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La Curcuma longa  o zafferano delle indie è una pianta erbacea perenne della famiglia delle zingiberacee: è originaria dell’Asia sud-orientale e impiegata soprattutto come spezia   in Africa, Medio Oriente, India e nella maggior parte dei paesi Asiatici.

I principali costituenti della spezia sono i curcuminoidi.

Ingrediente fondamentale per innumerevoli ricette asiatiche, alla curcuma sono riconosciute diverse proprietà in ambito terapeutico: da oltre 5000 anni la medicina ayurvedica la utilizza come depurativo generale, digestivo, antinfiammatorio, contro la dissenteria, artrite e disturbi epatici.

Anche la medicina occidentale sta implementando sempre più il suo impiego soprattutto nel trattamento delle artriti, delle artrosi e delle infiammazioni muscolari. Ultimamente sta ottenendo grande interesse anche a livello oncologico vista la sua potente attività antiossidante che pare abbia capacità effettive nel bloccare la crescita delle cellule tumorali. Numerosi studi hanno evidenziato una marcata  attività di protezione nei confronti dei tumori di colon, stomaco, intestino, ed esofago, oltre ad un effetto positivo nella prevenzione del tumore al seno. Evidenze cliniche dimostrano come la somministrazione della curcumina in associazione, aumenti la chemio e la radio sensibilizzazione rendendo maggiormente efficaci le terapie stesse

Nuove evidenze confermano come i curcuminoidi, quando somministrati in formulazioni biodisponibili, riducano l’espressione del cortisolo attraverso l’inibizione dell’enzima  11-beta-HSD-type1 consentendo la riduzione del processo di insulino-resistenza e pertanto la progressione della patologia diabetica.

Altre ancora ne denotano l’efficacia nelle macro e microangiopatie oltre che nelle steatosi e nelle problematiche infiammatorie epatiche in generale.

Va precisato sin da subito che la curcuma assunta come alimento o con altri alimenti non ha capacità terapeutica salvo utilizzarne quantitativi enormi e improponibili nella quotidianità. Questo perché la polvere di curcumina è liposolubile e quindi molto difficilmente riesce ad essere assorbita dall’organismo.  L’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità della curcumina sono validate da innumerevoli ricerche scientifiche dove sono stati impiegati dosaggi giornalieri pari a 1000-1500mg in associazione a piper nigrum e zenzero al fine di aumentarne l’assorbimento e la conseguente biodisponibilità.

Le tecnologie più recenti ed evolute hanno realizzato formulazioni dove la curcumina per definizione liposolubile viene rivestita da strati idrosolubili  aumentandone la biodisponibilità fino a oltre mille volte di più rispetto alla polvere normale. Questa tecnologia consente così alla curcumina di esplicare al meglio tutte le proprie capacità terapeutiche.

Pur essendo molto ben tollerata e sicura, l’assunzione in età adulta richiede alcune cautele se:

  • si è in gravidanza o si sta allattando
  • si stanno assumendo anticoagulanti, in quanto la curcumina in associazione agli stessi potrebbe intensificarne l’azione con il rischio di esporre il soggetto a scoagulazioni  pericolose per lo stato di salute
  • si stanno assumendo farmaci ipoglicemizzanti e immunosoppressivi
  • è stata diagnosticata un’occlusione delle vie biliari, un’insufficienza epatica, un ittero, un’ulcera gastrica

Va tenuto presente che dosi eccessive di curcuma possono provocare nausea e acidità gastrica.

Al di la delle dovute cautele d’impiego in condizioni particolari, la curcumina sta diventando sempre più un rimedio utile soprattutto nella gestione e nel controllo delle forme infiammatorie e degenerative ed in alcuni casi può rappresentare a buon titolo anche rimedio utile alla risoluzione di stati infiammatori di entità lieve e moderata.