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Mia partecipazione al corso ECM ” I casi difficili in diabetologia: una visione multidisciplinare”

attestato villa torretta

programma

sabato 8 aprile,     presso il Gand’Hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni (Mi)

ho partecipato al Corso di Aggiornamento ECM dal titolo

  ” I casi difficili in diabetologia: una visione multidisciplinare”

corso focalizzato su di una patologia che sta assumendo sempre più entità pandemica, ovvero la patologia diabetica: gli ultimi dati del 2016 emanati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) proiettano il dato per il 2030 a 420 milioni di persone nel mondo afflitte da questa condizione patologica.

La terapia del diabete mellito di  tipo 2 (DMT2) resta una delle sfide più difficili per il clinico. La frequente coesistenza di obesità viscerale e di insulinoresistenza aggiunge, se possibile, ulteriore complessità al trattamento e rende spesso necessario il ricorso ad un approccio combinato dietetico, nutraceutico e farmacologico. Parimenti difficile è la terapia dei pazienti diabetici anziani e con insufficienza renale cronica, che pur presentando spesso tratti clinici e fenotipici molto diversi dalla diabesità, costituiscono per la presenza di comorbidità, politerapia farmacologica e vulnerabilità all’ipoglicemia delle sfide terapeutiche molto impegnative.

In tutti questi casi l’obiettivo clinico principale è si quello di raggiungere i target glicemici, lipidici, pressori e ponderali prefissati ma in totale sicurezza cioè senza aumentare il rischio di ipoglicemia e di eventi cardiovascolari.

La disponibilià dei farmaci ipoglicemizzanti più recenti, quali i DPP-4 (di-peptidil-peptidasi IV) inibitori, i GLP1 (glucagon-like peptide 1) mimetici e gli inibitori della SGLT2 (trsportatori sodio-glucosio tipo 2) oltre che delle nuove insuline, ha sicuramente aumentato le possibilità di raggiungere il goal terapeutico in una proporzione sempre maggiore di pazienti. Inoltre, i risultati ottenuti nel corso di recenti studi condotti con tali farmaci fanno ben sperare anche sul versante della prevenzione cardiocerebrovascolare.

Tuttavia, la terapia del paziente diabetico, specie se obeso, non può prescindere dall’impiego di strategie non farmacologiche, volte a ridurre l’esposizione del paziente alla politerapia farmacologica e a contrastarne la perdita di efficacia nel tempo. Questo approccio determina una maggiore aderenza al processo di cura e una migliore qualità della vita del paziente.

Tra questi efficaci strumenti terapeutici a disposizione del clinico sono da annoverare sicuramente le very low calorie diet chetogeniche normoproteiche. Esse, in mani esperte, sono in grado di ridurre drasticamente nella maggior parte dei casi il fabbisogno di farmaci cardiometabolici in totale sicurezza e, talvolta, di indurre una remissione clinica del diabete con ovvie favorevoli ricadute socioeconomiche per il paziente e per la comunità.

Un ausilio importante è sicuramente offerto anche dai nutraceuitici e dai fitoestratti botanici in affiancamento alla dieta, all’esercizio fisico e alla terapia farmacologica. Tra i fitoestratti più promettenti spicca la Berberina, capace, quando somministrata da sola o in ausilio alle cure convenzionali, di determinare un netto miglioramento del compenso glicolipidico. Analogamente, una mole crescente di evidenze scientifiche supporta il ruolo della Curcumina, specie se somministrata in formulazioni biodisponibili, nel trattamento dell’obesità viscerale e nella prevenzione delle complicanze micro e macroangiopatiche del diabete. Non ultima la modulazione del microbiota intestinale offre una nuova e affascinante prospettiva nel trattamento dell’obesità, del diabete e della sensibilità al glutine.

Lo scopo del corso di aggiornamento, ovvero riunire esperti di diverse specialità per confrontarsi, interagire e riflettere sulle varie possibilità terapeutiche multidisciplinari per la gestione del paziente con DMT2, si è compiuto ed è stato completamente raggiunto grazie anche alle capacità oratorie e pratiche dei clinici di prim’ordine Nazionale che attraverso le loro relazioni hanno fatto si che si concretizzassero delle soluzioni pratiche da applicare nella gestione quotidiana degli assistiti.

Da parte mia un grazie a tutti i relatori ed un plauso particolare al Prof. Francesco di Pierro, Direttore Scientifico e Ricerche della Società Scientifica Velleja Research, come sempre maestro nel guidare con grande semplicità attraverso i percorsi complessi della biochimica e della fisiologia applicata alla clinica.