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Tumori : scoperto un meccanismo di autodistruzione delle cellule malate

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Autodistruzione cellulare contro il cancro?  Sembra possibile secondo la ricerca dell’Università israeliana di Tel Aviv, pubblicata su Oncotarget.
Malka Cohen-Armon e i suoi colleghi della Sackler School of Medicine dell’Università di Tel Aviv hanno infatti individuato tre proteine in grado di uccidere le cellule a rapida divisione.  Opportunamente modificate durante la mitosi (la fase di divisione cellulare), queste proteine sarebbero in grado di attivare un programma di morte cellulare, capace di portare all’auto-distruzione le cellule tumorali, senza danneggiare quelle sane.

“La scoperta di questo meccanismo esclusivo in grado di uccidere le cellule tumorali senza danneggiare i tessuti sani e il fatto che questo meccanismo è rintracciabile in una serie di cellule tumorali umane a rapida proliferazione è molto interessante. Tra l’altro – afferma Cohen-Armon – in presenza di questo meccanismo appena individuato, più rapida è a proliferazione delle cellule tumorali, più veloce ed efficiente può essere la loro eradicazione. Il meccanismo scatenato nel corso della mitosi potrebbe dunque aiutare a trattare quei tumori più aggressivi che non rispondono alla chemioterapia tradizionale”.

Alla base della scoperta, delle proteine che bloccherebbero il fuso mitotico, ossia la struttura sulla quale i cromosomi si attaccano per la duplicazione cancerogena. Si disturberebbe, quindi, l’attività di rigenerazione cromosomica, impedendo, di fatto la mitosi cellulare portando così all’autodistruzione.
“Il meccanismo che abbiamo individuato nel corso della mitosi delle cellule tumorali – spiega Cohen-Armon – può essere colpito in maniera specifica dai derivati della fenantridina, ritenendo tuttavia che sulla base di questa scoperta potranno essere sviluppati anche una serie di altri rimedi in grado di modificare queste proteine e di indurre l’autodistruzione delle cellule tumorali nel momento della loro replicazione. Più rapida è la proliferazione delle cellule cancerose, più rapida ci aspettiamo che sia la loro morte”.
Gli studi svolti  dagli scienziati sono stati effettuati sia su colture cellulari che su trapianti di cellule tumorali umane  avvalendosi di tecniche di biochimica, imaging e di biologia molecolare per osservare dal vivo questo meccanismo.

Fonte : AboutPharma

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