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Acidosi tissutale: la via verso la malattia.Equilibrio acido-base nell’atleta e nel sedentario

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L’equilibrio acido-base del sangue e dei tessuti rappresenta uno degli equilibri biochimici più importanti dell’organismo umano.

L’alimentazione è un fattore determinante per il valore del pH  impattando pesantemente su tutte le funzioni metaboliche e nello specifico

  • sul sistema di trasmissione dell’impulso elettrico
  • sulla corretta attività intracellulare
  • sull’attività enzimatica
  • sul ciclo funzionale delle vitamine
  • sulla corretta funzione muscolare
  • sulla performance cardiaca e respiratoria

La quotidianità dimostra come a fronte di isolati casi di acidosi metabolica grave, si evidenziano diffuse e costanti condizioni di acidosi dei tessuti di grado non severo, ovvero di Acidosi Metabolica latente, ovvero uno stato in cui   le riserve di compensazione basiche nel sangue sono già state parzialmente consumate.

L’organismo umano per poter svolgere al meglio le proprie funzioni e mantenersi in uno stato di salute ed equilibrio, ha come necessità primaria quella di essere nutrito con alimenti preferibilmente basici.

La non corrispondenza tra i bisogni nutrizionali dell’organismo e la dieta odierna ha dimostrato ormai chiaramente di essere una delle principali cause di moltissimi disturbi e malattie. Infatti, la carenza nella nostra dieta di componenti basiche  presenti come sali organici di potassio e magnesio nei vegetali  non permette di neutralizzare il carico acido prodotto dai cibi acidogeni oltre a tutto il processo acidificante derivante dai cicli metabolici fisiologici. Si genera così a lungo andare una condizione di Acidosi Metabolica latente, che tende ad aumentare con l’avanzare dell’età, in conseguenza del fisiologico declino della funzione renale, ovvero di uno dei sistemi tampone essenziali per il mantenimento dell’equilibrio dell’organismo anche in merito al rapporto acido-base.

Il caso specifico degli sportivi, considerati i consumi e il loro stile di vita, va affrontato anche in altra prospettiva.

È stato dimostrato che, in seguito a un’intensa attività sportiva, si assiste a un aumento esponenziale delle condizioni sopra descritte, oltre ad un abbassamento del sistema immunitario e ad un incremento dello stress ossidativo. Questo è dovuto a una maggiore produzione di radicali liberi derivanti dal carico fisico: queste “scorie” hanno il potere di deteriorare le cellule con cui entrano in contatto. Il processo in oggetto, meglio conosciuto come processo ossidativo è il principale responsabile di innumerevoli alterazioni funzionali e di danni che se non debitamente trattati possono raggiungere livelli talmente avanzati da compromettere lo stato della cellula fino a determinarne la morte prematura.

Resta pertanto d’obbligo considerare come l’alimentazione sia un fattore fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio del ph dei tessuti: prim’ancora va considerata l’acqua, sia per qualità e purezza, sia per il suo ph specifico.

Un’acqua depurata e quindi sana, se debitamente bilanciata per modificare anche il suo stesso ph risulterà certamente terapeutica e strategicamente funzionale nella riduzione dello stato di acidosi tissutale:

più l’acidosi è importante (quindi il ph tende a scivolare dal 7 verso il 6 o condizione ancor maggiormente acida) più un’acqua con ph elevato sarà in grado di riportare in equilibrio il sistema acido-base ottimizzando lo stato di salute e benessere dell’individio, atleta o meno che sia.

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