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Gli eventi avversi da vaccino – dati statistici ufficiali

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Sebbene i vaccini attualmente utilizzati nei programmi di immunizzazione siano sicuri ed efficaci, essi, come tutti i farmaci, non sono esenti da rischi potenziali ed eventi avversi possono, se pur raramente, verificarsi a seguito della vaccinazione.
Viene definito evento avverso a vaccinazione ( AEFI: adverse events following immunization ) qualsiasi evento clinico avverso che si verifica successivamente alla somministrazione di un vaccino e che non ha necessariamente un rapporto causale con l’uso del vaccino.
L’evento avverso potrebbe essere un segno sfavorevole o non intenzionale, un anomalo risultato di laboratorio, un sintomo o una malattia.

. Gli AEFI sono divisi nelle seguenti categorie, in base al meccanismo sottostante:

Reazione vaccino-correlata o da difetti di qualità del vaccino: evento associato alla via o al sito di somministrazione o caratteristiche specifiche del vaccino ( es. dolore nel sito di inoculo );

Reazione immunomediata, dovuta a uno o più componenti del vaccino: reazione locale ( es. infiammazione locale con o senza coinvolgimento dei linfonodi regionali ); reazione generalizzata ( es. febbre, anafilassi ); reazione organo-specifica ( es. trombocitopenia, rash );

Reazioni, nel vaccinato o nei contatti, dovute a replicazione di agenti microbici contenuti nel vaccino     ( es. vaccini vivi attenuati, insufficiente inattivazione del vaccino, contaminazione durante il processo produttivo );

Reazione dovuta a errori nell’immunizzazione: Evento causato da una inappropriata gestione ( es. interruzione catena del freddo ) o somministrazione ( es. dopo la scadenza ) del vaccino e, quindi, per sua natura prevenibile; Errori nella prescrizione o non-aderenza alle raccomandazioni: non-aderenza alle controindicazioni ( es. anafilassi in soggetto allergico a uno o più componenti del vaccino; infezione disseminata da uso di vaccino attenuato in soggetto immunodepresso ); non-appropriata considerazione degli avvisi e delle precauzioni; mancato rispetto delle indicazioni d’uso o prescrizioni, relative a numero di dosi e intervallo tra le medesime; Errori nella somministrazione ( es. utilizzo diluente sbagliato, somministrazione di un prodotto diverso da quello previsto, errata procedura nell’uso e nella conservazione dei vaccini multi-dose );

Reazione ansia-correlata ( evento derivante da ansia per la vaccinazione ): reazione vaso-vagale; iperventilazione; disordini psichiatrici correlati allo stress.

È da sottolineare che gli eventi che si verificano più comunemente sono di lieve entità e dovuti alla risposta immunitaria al vaccino stesso, come febbre e malessere.
L’unico elemento che lega la vaccinazione effettuata e l’evento dannoso potrebbe essere l’intervallo temporale compatibile. Quanto maggiore è l’intervallo tra vaccinazione ed evento, tanto minore è la plausibilità di una eventuale correlazione temporale tra i due. Il nesso di causalità, invece, dovrà essere ricercato e dimostrato nel caso specifico.
L’esistenza di una relazione temporale tra evento e danno, infatti, è un presupposto necessario ma non sufficiente a spiegare un rapporto di causalità.
Altre condizioni devono essere prese in considerazione: plausibilità biologica ( la relazione è spiegata dai processi patobiologici ); consistenza dell’associazione ( i risultati sono replicati in studi effettuati in diversi contesti o utilizzando metodi diversi ); forza dell’associazione ( ampiezza e significatività statistica del rischio misurato ), specificità ( una singola ipotetica causa produce uno specifico effetto ); relazione dose-risposta ( aumentando l’esposizione cresce proporzionalmente il rischio: nel caso dei vaccini si deve rammentare che la dose e la frequenza sono costanti ).

Per la sorveglianza post-marketing, in Italia, esiste un sistema di segnalazione passiva degli eventi avversi ai vaccini  ( o presunti tali ), facente capo all’Agenzia Italiana del Farmaco ( AIFA ), con una rete di Centri regionali e locali per la registrazione degli stessi.
In esso confluiscono tutte le segnalazioni effettuate dai centri vaccinali, dai medici, dagli operatori sanitari coinvolti e dai cittadini, relative a quadri clinici o manifestazioni patologiche che siano cronologicamente correlati alla vaccinazione, senza peraltro stabilire se vi sia anche un nesso causale, ossia se il vaccino abbia determinato, o contribuito ( co-fattore ) a scatenare quell’evento.
Questo sistema di farmacovigilanza consente di monitorare continuamente, e opportunamente investigare, l’eventualità di eventi avversi ( anche imprevedibili ). Tale sistema, infatti, è in grado di rilevare anche potenziali segnali di allarme, rivalutare il rapporto beneficio / rischio del vaccino e gestire gli eventuali rischi per la salute pubblica, coinvolgendo le Autorità competenti.
Le segnalazioni relative ai casi gravi vengono inoltrate al database europeo di Eudravigilance, al quale hanno accesso tutte le Autorità regolatorie europee e tutti i casi ( gravi e non-gravi ) sono trasmessi, mensilmente, al database dell’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) presso il Centro di monitoraggio di Uppsala.

I risultati della Sorveglianza nazionale degli eventi avversi a vaccino vengono pubblicati annualmente dall’AIFA in un apposito rapporto, disponibile sul portale dell’Agenzia. Questo monitoraggio della sicurezza viene effettuato anche attraverso studi di sorveglianza attiva.

Di seguito, la frequenza dei rischi correlati alle malattie infettive prevenibili con vaccinazione e la frequenza delle principali reazioni avverse ai vaccini.

Rischi correlati alle malattie infettive prevenibili con vaccinazione

Difterite : Complicanze cardiache: 10–25%; complicanze neurologiche: 20%; letalità: 2–10%

Haemophilus inflenzae tipo b ( Hib ) :: Disabilità neurologica: 15–30%; letalità: 5%;

Epatite B : Cirrosi: 5%; carcinoma epatocellulare: 5%; letalità da epatite B acuta: inferiore all’1%; letalità da epatite B cronica: 2%;

Infezione da papillomavirus umano : Infezione persistente che porta a lesioni precancerose: 5–10% delle donne infette; morbosità: circa 0.5 milioni/anno; letalità: circa 0.25 milioni/anno;

Influenza : Morbosità durante la pandemia 1918: 500 milioni di casi; letalità durante la pandemia 1918: 50–100 milioni; letalità durante la pandemia 2009: 18.000;

Malattia invasiva da meningococco : Incidenza in Paesi sviluppati: 1-5/100.000; incidenza in Paesi in via di sviluppo: 10-25/100.000; letalità da meningite meningococcica: 5–10%; letalità da sepsi fulminante: 15-20%; disabilità ( sequele ): 5-10%;

Morbillo : Otite media:7-9%; polmonite: 1-6%; diarrea: 6%; encefalite: 0.05-1% ( di questi, 15% muore e 25% ha sequele cerebrali permanenti ); panencefalite subacute sclerosante ( SSPE ): 0.001%; letalità: 0.01- 0.1%;

Parotite : Meningite asettica: 10%; pancreatite: 4%; encefalite: 0.06-0.3%; sordità ( unilaterale sensoriale ): 0.007%; orchite nei maschi ( dopo la pubertà ): fino a 38%; ooforite nelle femmine ( dopo la pubertà ): 5%; letalità: 0.02%; aborto spontaneo nel primo trimestre di gravidanza: incidenza aumentata;

Pertosse : Convulsioni: 1-3%; complicanze neurologiche: 0.1-0.3%; letalità ( bambini di età inferiore a 1 anno ): 0.5%;

Malattia pneumococcica invasiva : Complicazioni da malattia invasiva: riduzione dell’udito, setticemia, artrite settica, osteomielite, polmonite, meningite; letalità: 1.4 milioni /anno ( bambini di età inferiore a 5 anni );

Poliomielite : Meningite asettica: circa 1%; malattia paralitica: 1%; letalità ( nei casi di malattia paralitica, aumenta con l’età ): 2-10%;

Rosolia : Encefalite: 0.02%; letalità neonatale: 0.02%; altra morte: 0.0005%; aborto: 0.005%; sindrome della rosolia congenita ( CRS ): 0.16%; sordità del bambino: 0.06%; sordità e cecità del bambino: 0.03%; ritardo mentale del bambino: 0.014%;

Tetano : Letalità da tetano neonatale senza trattamento: 95%; letalità da tetano neonatale con trattamento: 20-90%;

Varicella : Complicanze: polmonite, encefalite / meningite asettica, sindrome di Guillain–Barré, miocardite, artrite, orchite, uveite, irite epatite.

Frequenza delle principali reazioni avverse ai vaccini

Pertosse acellulare : Febbre 37.8-39C: 2.8-20.8% ( da comune a molto comune ); arrossamento nel sito di iniezione: 3.3-31.4% ( da comune a molto comune ); gonfiore al sito iniezione: 4.2-20.1% ( da comune a molto comune ); dolore ( grave-moderato ): 0.4-6.5% ( da poco comune a comune ); agitazione ( grave-moderata ): 4.7-12.4% ( da comune a molto comune ); sonnolenza: 42.7% ( molto comune ); anoressia: 21.7% ( molto comune ); vomito: 12.6% ( molto comune ); pianto persistente: 0 – 0.2% ( poco comune ); ipotonia – iporesponsività: 14-62/100.000 ( raro ); convulsioni: 0.5/100.000 ( molto raro ).

Polio IPV ( vaccino inattivato ) : Eritema nel sito di iniezione: 0.5-1.5% ( da poco comune a comune ); indurimento nel sito di iniezione: 3-11% ( da comune a molto comune ); dolore al sito di iniezione: 14-29% ( molto comune ).

Epatite B : Febbre maggiore di 37.7C: 1-6% ( comune ); cefalea: 3% ( comune ); dolore al sito di iniezione: 3-29% ( da comune a molto comune ); arrossamento nel sito di iniezione: 3% ( comune ); gonfiore al sito iniezione: 3% ( comune ); anafilassi: 1.1/10(6) ( molto raro ).

Haemophilus influenzae di tipo b : Febbre: 2% ( comune ); reazione nel sito di iniezione: 10% ( molto comune ).

Tetano : Neurite brachiale: 5-10/10(6) ( molto raro ); anafilassi: 1-6/10(6) ( molto raro ).

Morbillo : Febbre: 5-10% ( da comune a molto comune ); rash: 5% ( comune ); reazione nel sito di iniezione: 17-30% ( molto comune ); convulsioni febbrili: 1/2.000-3.000 ( rare ); encefalomielite: 1/10(6) ( molto raro ); trombocitopenia: 1/30.000 ( molto raro ); anafilassi: 1-3.5/ 10(6) ( molto raro ).

Rosolia : Febbre: 2% ( comune ); reazione nel sito di iniezione: 17-30% ( molto comune ); artralgia acuta ( adulti ): 25% ( molto comune ); artrite acuta ( adulti ): 10% ( molto comune ).

Parotite : Reazione nel sito di iniezione ( molto comune ); gonfiore delle parotidi ( comune ); meningite asettica ( molto comune ).

Pneumococco PPS ( vaccino anti-pneumococcico polisaccaridico ) : Febbre superiore a 39 °C: inferiore all’1% ( poco comune ); reazione nel sito di iniezione: 50% ( molto comune ).

Pneumococco PCV ( vaccino coniugato contro lo pneumococco ): Febbre superiore a 39 °C: inferiore all’1% ( poco comune ); reazione nel sito di iniezione: 10% ( molto comune ).

Papillomavirus bivalente : Febbre: 3% ( comune ); cefalea: 30% ( molto comune ); dolore nel sito di iniezione: 78% ( molto comune ); rossore: 30% ( molto comune ); gonfiore: 26% ( molto comune ); rash: 1% ( comune ); artralgia: 10% ( molto comune ); mialgia: 28% ( molto comune ); stanchezza: 33% ( molto comune ); disordini gastrointestinali: 13% ( molto comune ).

Papillomavirus quadrivalente : Febbre: 13% ( molto comune ); cefalea: 26% ( molto comune ); dolore nel sito di iniezione: 5.7% ( comune ); rossore: 5,7% ( comune ); gonfiore: 5.7% ( comune ); orticaria: 3% ( comune ); artralgia: 1% ( comune ); mialgia: 2% ( comune ); disordini gastrointestinali: 17% ( molto comune ); anafilassi: 1.7-2.6/ 10(6) ( molto raro ).

Rotavirus : Intussuscezione 1-2/100.000 [ per la prima dose in alcune popolazioni ] ( molto raro ).

Varicella : Convulsioni febbrili ( il rischio dipende dall’età ): 4–9/10.000 ( rare ); febbre superiore a 39 °C: 15-27% ( molto comune ); reazione nel sito di iniezione: 7-30% ( da comune a molto comune ); rash locale o generalizzato: 3-5% ( comune ).

 
Fonte :    Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV 2017-2019)    –    Xagena  2017

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