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Antibiotici: in Italia se ne usano troppi e la media supera quella europea

shutterstock_291998651-e1463415001982-300x190Nonostante un lieve calo rispetto al passato, l’uso degli antibiotici in Italia è superiore alla media europea in ambito ospedaliero e territoriale. Lo dice un rapporto dell’European centre for disease prevention and control (Ecdc) relativo al periodo 2011-2015. “È fondamentale monitorare l’appropriatezza prescrittiva, sia per il controllo della spesa sanitaria, sia per ridurre i rischi connessi alla salute pubblica”, ha dichiarato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera oggi durante la giornata studio interscuole ateneo, organizzata dall’università degli Studi di Milano al Pirellone in occasione della Giornata europea degli antibiotici.

Insieme ad altri sette Paesi, la segnalazione riguarda soprattutto l’incremento nell’utilizzo delle colistine, antibiotici considerati di “ultima scelta” contro i batteri resistenti alle comuni terapie. A livello territoriale nell’Unione europea si nota un calo in Finlandia, Olanda e Svezia, mentre l’aumento dell’utilizzo degli antibiotici negli ospedali è più diffuso sul continente.
I valori italiani sono invece i più alti e la valutazione è stata fatta sia per quanto riguarda la dose giornaliera su mille abitanti che le confezioni su mille abitanti. L’aumento dell’uso degli antibiotici era stato già reso noto dall’Ocse soprattutto per quanto riguarda la resistenza ai farmaci generalmente più diffusa lungo il bacino del Mediterraneo. I dati dell’Ecdc confermano questa preoccupazione sia di carattere sanitario che economico. A livello globale, circa 700 mila morti potrebbero essere causate ogni anno dai “super-bugs” che non temono più le terapie disponibili. Gli ospedali spendono in media da diecimila a quarantamila dollari per trattare un paziente colpito da batteri resistenti. Senza tralasciare costi indiretti e perdita di produttività legati a malattia e assenza dal lavoro.

 

Fonte : AboutPharma

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