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Maggior rischio di infezione ricorrente da Clostridium difficile nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale

inf. intest

L’infezione ricorrente da Clostridium difficile ( rCDI ) contribuisce a un elevato carico di malattia nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale ( IBD ).
Nello studio RECIDIVISM, i ricercatori hanno cercato di identificare i fattori di rischio per le ricorrenti infezioni da Clostridium difficile in una popolazione di pazienti con malattia infiammatoria intestinale presso il Centro IBD del Mount Sinai Hospital.
In questo studio retrospettivo di coorte, i pazienti con malattia infiammatoria intestinale e con recidiva di infezione da Clostridium difficile diagnosticati tra il 2010 e il 2013 sono stati identificati e confrontati con i pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale e con un solo episodio di infezione da Clostridium difficile.
L’analisi dell’esito è stata effettuata per ricoveri a causa di una infezione da Clostridium difficile, colectomia, e mortalità attribuibile all’infezione da Clostridium difficile.
Un totale di 503 pazienti sono stati inclusi; di questi 110 ( 22% ) soffrivano di malattia infiammatoria intestinale ( 49% infezione da Clostridium difficile; 51% colite ulcerosa ).
Ricorrenti infezioni da Clostridium difficile si sono verificate nel 32% dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale rispetto al 24% dei pazienti senza malattia infiammatoria a livello intestinale ( P inferiore a 0.01 ).
I pazienti con malattia infiammatoria intestinale e con infezione ricorrente da Clostridium difficile avevano una maggiore probabilità rispetto a quelli senza infezione ricorrente da Clostridium difficile di aver fatto uso in tempi recenti di terapia antibiotica ( 42.9 vs 30.7%, p inferiore a 0.01 ), di Acido 5-aminosalicilico ( 5-ASA ) ( 51.5 vs 30.7 %, P inferiore a 0.001 ), di steroidi ( 51.4 vs 33.3%, P inferiore a 0.001 ), e di terapia biologica ( 48.6 vs 40.0%, P inferiore a 0.01 ).
Infliximab [ Remicade ] ( 34.3 vs 17.3%, P inferiore a 0.01 ), ma non Adalimumab [ Humira ], è risultato associato a eventi di infezione ricorrente da Clostridium difficile.
Utilizzando un modello di Cox di predittori di infezioni ricorrenti da Clostridium difficile nella malattia infiammatoria intestinale, i predittori significativi erano rappresentati da: malattia di Crohn non-ileale ( hazard ratio, HR = 2.85, IC 95%, 1.30-6.30 ) e uso di 5-ASA ( HR = 2.15, IC 95%, 1.11-4.18 ).
In conclusione, rispetto alla popolazione generale, i pazienti con malattia infiammatoria intestinale hanno una probabilità del 33% maggiore di andare incontro a recidive di infezione da Clostridium difficile.
All’interno della coorte IBD, l’esposizione a determinate classi di farmaci ( antibiotici, 5-ASA, steroidi, alcuni biologici ) e la malattia di Crohn non-ileale sono risultati essere predittori di infezione ricorrente da Clostridium difficile.


Fonti :    Razik R et al, Am J Gastroenterol 2016 | doi: 10.1038 / ajg.2016.187       

                  Xagena,2016