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Partecipazione al corso di aggiornamento: “Ritmi ormonali e metabolismo: approccio diagnostico e terapeutico in Medicina Funzionale Regolatoria”

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Il sistema biologico, per attuare il proprio programma di sopravvivenza, deve rispondere ed adattarsi a stimoli interni ed esterni all’organismo, sia di natura fisico-chimica sia psichica: per fare ciò utilizza una sorta di sistema di comunicazione cibernetico nel quale è inserito un sistema di regolazione neuro-immuno-endocrino.  La performance di un organismo è dato dalla capacità di questo sistema di realizzare correttamente l’alternanza tra attività e recupero, cioè tra catabolismo ed anabolismo. L’approccio funzionale si basa sulla comprensione dei meccanismi fisiologici che sottendono ad ogni processo reattivo, cercando di individuare i foci e i campi di disturbo attivi su quel sistema per trovare la terapia che riporti l’organismo in performance, agendo sulla regolazione neuro-endocrina, sulla matrice, sul metabolismo e sulla psiche. Il corso, tenutosi sabato 27 febbraio 2016 presso l’Hotel Michelangelo di Milano, molto ben strutturato ed organizzato dalla SIMF – Società Italiana di Medicina Funzionale, ha sviscerato i seguenti contenuti ed argomenti:

  • Strutture coinvolte nella regolazione neuro-endocrina
  • Correlazione tra pensiero, emozione ed organo adiposo ( C.A. Anderson )
  • Psicogenesi
  • Sistema Limbico
  • PNEI  –  Psiconeuroendocrinoimmunologia
  • Effetti dello stress sul sistema immuno-endocrino
  • Dalle patologie acute alle patologie croniche, i deficit reattivi del sistema
  • Sistemi diagnostici per per rilevare foci e campi di disturbo (CDD)
  • Come scegliere una terapia di regolazione funzionale
  • Il cibo quale regolatore neuro-endocrino ( E.E. Muller )

Indubbiamente una giornata che mi ha permesso di approfondire ancor maggiormente le logiche e le strategie della medicina funzionale regolatoria, imperniata sull’obiettivo primario di risolvere eventuali disequilibrii prim’ancora che trattare il problema con rimedi sintomatici. Una branca della medicina che sviluppa sempre più l’approccio alla persona e non alla patologia e identifica nel riequilibrio delle alterazioni dei processi fisiologici la vera terapia che porti al ripristino della funzione nel suo insieme implementando il fattore regolatorio / compensativo prim’ancora di ogni scelta terapeutica. In questo modo, il paziente con le sue componenti fisico-psichico-emotive rappresenta il punto focale, relegando in secondo piano la semplificazione e la banalizzazione del problema al semplice sintomo. Ciò fa si che l’obiettivo primario non sia più rappresentato dalla cura della malattia, quanto piuttosto dalla cura del paziente nella sua interezza.