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Partecipazione al seminario di aggiornamento “Il paziente oncologico, qualità della vita e supporto alla Radio/Chemioterapia.”

dnaSeminario di aggiornamento

“Il paziente oncologico, qualità della vita e supporto alla Radio / Chemioterapia. Ruolo della modulazione fisiologica biodinamica e dell’integrazione alimentare: dalla ricerca di base alla pratica clinica”

Salsomaggiore Terme (Pr), 20 febbraio 2016

Una giornata interessante, argomenti che hanno trattato ambiti complessi, dati seppure in fase embrionale che fanno sperare nel miglioramento della qualità della vita per i pazienti affetti da patologie neoplastiche.  Da diversi anni l’integrazione alimentare si prefigge obiettivi sempre più sfidanti approcciando via via problematiche e patologie sempre più complesse. Durante questo seminario che ha avuto quali relatori il Dr. Francesco Ghisoni (Direttore dell’Unità Complessa di Cure Palliative dell’Ospedale di Fidenza – Pr), il Dr. Eugenio Luigi Iorio ( Presidente dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo) e il Dr. Carlo Alberto Zaccagna ( esperto di Medicina Integrata), sono state sviscerate condizioni patologiche oncologiche che frequentemente si rivelano di difficile gestione da parte della clinica. La statistica cita amaramente come in Italia, negli ultimi 5 anni, le diagnosi di malattie neoplastiche abbiano avuto una prevalenza del + 20%, portando il numero dei pazienti che vivono questa patologia alla impressionante cifra di 3 milioni ! Sempre la statistica ci dice come dal 2010, solo il 60 % dei pazienti oncologici ha una sopravvivenza che va oltre i 5 anni e che 85.000 persone hanno dovuto abbandonare l’attività lavorativa a causa della malattia. Numeri più che preoccupanti che fanno comprendere come il lavoro da fare sia ancora tanto ed il gap da colmare ampio ! Dati che danno la dimensione del problema e che richiedono una risposta terapeutica sempre più rapida ed efficace. In questo senso, oltre alle terapie oncologiche convenzionali,  stanno lavorando gli integratori alimentari, integratori che nella ancor ridotta sperimentazione sembra possano fornire segnali incoraggianti per il futuro con la speranza di poter consentire un miglioramento della qualità e dell’aspettativa di vita del paziente oncologico.

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